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L'occhio di Ra in Sardegna

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C'è, in Sardegna, un paesino tutto rosa, le case scolpite in blocchi di trachite rosa, la chiesa bellissima, dedicata a San Pietro e Archelao, rosa anch'essa e rosa è l'alba che mi osserva, radiosa, dalla finestra affacciata sulla campagna, mentre attendo, dopo una buona colazione, di andare a visitare le rovine delle terme romane di Traiano (Forum Traiani) che, masticate in sarde, danno il nome al paesino  rosa di Fordongianus. Altro scriverò su Fordongianus anche per Stilum Curiae che ha riaperto proprio ieri. Ma ora un post dedicato a Giovanni Podda, classe 1922, calzolaio di Nuoro e gran battitore di sentieri e segreti sardi. Nel bell'hotel  che mi ospita, infatti, ho trovato, tra i tanti libri della bibliotechina, una piccola perla  illustrata che si intitola A sa Preta, a sa Linna e a su Mare, un libro delizioso (e introvabile), appunto di Giovanni Podda.  Il nostro, colpito bambino dalla poliomelite, avrebbe voluto studiare, ma, per le avverse circostanze, si...

La famiglia Tancas

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Già dall'incipit, lette cioè  le prime  tre righe, ho capito una cosa del romanzo  La famiglia Tancas di Paolo Cuccuru (edizioni Maxottantotto): che mi sarebbe piaciuto. Infatti è stato così e da qui lo dico anche alla cara PM che me ne ha parlato. Sì l'ho letto d'un fiato, ammirando lo stile maturo e deciso, seguendo i rivoli delle vicende, tristi spesso, di una famiglia sarda che, tra Sassari e Pozzomaggiore, trascorre i primi anni del Novecento, tra la Grande e la piccola storia. E ora, puntini di attesa e scendendo d'un rigo lasciatemi,    prima di proseguire nell'inseguimento di trama, stile, personaggi,  aprire una parentesi tonda qui un rigo dabbasso. Sì una parentesi tonda per mettere in un quadretto rosa un attore forse poco noto ai più, ma che a me, per ragioni del cuore, è carissimo, ossia Saro Urzì, grande interprete del padre padrone in Sedotta e abbandonata di Pietro Germi, lo stesso ruolo, tale quale, del protagonista del nostro Cuccuru, ossi...

Una gita con la Piera

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        Prima puntata (seguono altre due) Scesa appena dalla macchina della Piera, custodita in ombra, in un ampio parcheggio sotterraneo, subito, all’uscita, m’appare l’insegna di un negozio di cucito dove si fanno abiti su misura e orli e cose di biancheria. Più avanti, fatti due passi, c’è un laboratorio sartoriale e poi un altro ancora, più piccolino, dove lavora una giovanissima fanciulla in fiore e poi, in Largo Brigata Sassari, ecco un bel negozio, grande di stoffe. Oh dove sono capitata? Nella mia Parigi di una quindicina d’anni orsono, quando le belle parigine, elegantissime, si fabbricavano da sole quei vestiti così chic che non somigliano punto agli stracci di stoffacce delle griffe eleganti o democratiche? Nossignore, sono a Sassari, anzi, come l’ho ribattezzata io, sono a Sassarigi, una cittadina ordinata, laboriosa, piena di devozione e amore per il Signore, con una sua eleganza sottile, uno chic che punge e che si respira nelle stupende chiese, n...

Un Gattoninni a pranzo e a cena

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Oh i gatti, sono così buffi i gatti, anche se a volte, quando la pupilla si fa scaglia, mi pare che abbiano gli occhi di un serpente e la coda sia quel che resta del loro essere rettili... Tuttavia, mi piacciono, soprattutto i gatti sardi che, all'uzzolo loro, vanno e vengono, sempre chiedendo cibo. Alcuni, pur avendo un cuore zingaro, comperano a casa mia una tesserina annonaria e si presentano, con il bavagliolo già a legaccio intorno al collo, ad orari quasi fissi: al risveglio mio (verso le sei di mattina), poi alle quattro di pomeriggio (si vede, dopo il riposino loro...) infine, a volte sì oppure no, all'ora di cena. Da due anni, il Gattoninni, grigio, non bello, e tutt'altro che affettuoso, si presenta agli orari su indicati. Arriva, a coda diritta, mi guarda, si reca lì dove lo attende il piattino che, come sa, sarà riempito. Poi aspetta, indi mangia e via, sornione, dopo aver schiacciato gli occhi in segno di sdegnosa simpatia. Un giorno, verso le quattro di pomeri...

Messiè, Petruccio, Qui Quo Qua e altri amichini

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Il giardino è tutto ripulito, fioriscono aranciate le lantane e  candidi svettano, dondolando alla brezza, i calici degli oleandri, il plumbago, nelle sue iridescenze d'indaco, ricama con i suoi teneri fiorellini il cielo bigio e, nel vento che respira l'infinito, mirti, corbezzoli e lentischi mi rimandano il profumo di Sardegna che sentivo quando, in giugno, bambina, toccavo l'isola del mio eterno sogno. La data della partenza s'avvicina e saluto i tanti amichini che m'han fatto compagnia per tanti mesi. E sono le ghiandaie dalla coda azzurra che sfrecciano da un querciolo all'altro in cerca delle loro nocine, i tanti gatti che ho chiamato Messiè (un gatto grigio, maschio, che mi guarda e schiaccia le palpebre in saluto), poi Mangiatrice, una gattina sempre famelica che fa uscire dai gangheri Messiè. E poi... Poi ci sono  Qui, Quo, Qua, i nuovi micetti nati da mamma tartarugata (in foto uno dei tre, il più temerario che si lascia accarezzare e via parte il moto...

Ancora bookabook e io (terza parte)

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Riavvolgiamo minuti, ore e giorni e torniamo a due anni orsono quando cioè, toccato il traguardo delle 200 copie, "Cuoresardo"  https://bookabook.it/libro/cuoresardo/ può dirsi già librino in pectore. Comincia, pochi giorni più tardi, il lavoro redazionale, ovverosia l'editing e bookabook guadagna punti in grande serietà. Si curano di Cuoresardo in due, un redattore (ice) e una editor. Poi sono io a dire la parola finale. Il rispetto reciproco scintilla in un lavoro ben fatto e il libro, in un mesetto, mi pare è pulito e fresco di labor limae. Arriva il momento di scegliere la copertina e dai grafici mi giunge la richiesta di un consiglio. Mmmm. E prendete al volo la liana di Tarzan e scendiamo di un rigo assieme. Tabùm. Dunque il colpo di genio viene a mio marito: una bimba che ascolta il mare da una grande conchiglia. Perfetto, l'applauso è generale e pochi giorni più tardi arrivano due proposte. Scelgo quella che è effettivamente uscita in copertina. Siamo pronti,...