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La famiglia Tancas

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Già dall'incipit, lette cioè  le prime  tre righe, ho capito una cosa del romanzo  La famiglia Tancas di Paolo Cuccuru (edizioni Maxottantotto): che mi sarebbe piaciuto. Infatti è stato così e da qui lo dico anche alla cara PM che me ne ha parlato. Sì l'ho letto d'un fiato, ammirando lo stile maturo e deciso, seguendo i rivoli delle vicende, tristi spesso, di una famiglia sarda che, tra Sassari e Pozzomaggiore, trascorre i primi anni del Novecento, tra la Grande e la piccola storia. E ora, puntini di attesa e scendendo d'un rigo lasciatemi,    prima di proseguire nell'inseguimento di trama, stile, personaggi,  aprire una parentesi tonda qui un rigo dabbasso. Sì una parentesi tonda per mettere in un quadretto rosa un attore forse poco noto ai più, ma che a me, per ragioni del cuore, è carissimo, ossia Saro Urzì, grande interprete del padre padrone in Sedotta e abbandonata di Pietro Germi, lo stesso ruolo, tale quale, del protagonista del nostro Cuccuru, ossi...