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La famiglia Tancas

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Già dall'incipit, lette cioè  le prime  tre righe, ho capito una cosa del romanzo  La famiglia Tancas di Paolo Cuccuru (edizioni Maxottantotto): che mi sarebbe piaciuto. Infatti è stato così e da qui lo dico anche alla cara PM che me ne ha parlato. Sì l'ho letto d'un fiato, ammirando lo stile maturo e deciso, seguendo i rivoli delle vicende, tristi spesso, di una famiglia sarda che, tra Sassari e Pozzomaggiore, trascorre i primi anni del Novecento, tra la Grande e la piccola storia. E ora, puntini di attesa e scendendo d'un rigo lasciatemi,    prima di proseguire nell'inseguimento di trama, stile, personaggi,  aprire una parentesi tonda qui un rigo dabbasso. Sì una parentesi tonda per mettere in un quadretto rosa un attore forse poco noto ai più, ma che a me, per ragioni del cuore, è carissimo, ossia Saro Urzì, grande interprete del padre padrone in Sedotta e abbandonata di Pietro Germi, lo stesso ruolo, tale quale, del protagonista del nostro Cuccuru, ossi...

Una gita con la Piera

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        Prima puntata (seguono altre due) Scesa appena dalla macchina della Piera, custodita in ombra, in un ampio parcheggio sotterraneo, subito, all’uscita, m’appare l’insegna di un negozio di cucito dove si fanno abiti su misura e orli e cose di biancheria. Più avanti, fatti due passi, c’è un laboratorio sartoriale e poi un altro ancora, più piccolino, dove lavora una giovanissima fanciulla in fiore e poi, in Largo Brigata Sassari, ecco un bel negozio, grande di stoffe. Oh dove sono capitata? Nella mia Parigi di una quindicina d’anni orsono, quando le belle parigine, elegantissime, si fabbricavano da sole quei vestiti così chic che non somigliano punto agli stracci di stoffacce delle griffe eleganti o democratiche? Nossignore, sono a Sassari, anzi, come l’ho ribattezzata io, sono a Sassarigi, una cittadina ordinata, laboriosa, piena di devozione e amore per il Signore, con una sua eleganza sottile, uno chic che punge e che si respira nelle stupende chiese, n...