Una parentesi sull'editoria (riflettendo)
Una bambolina a Firenze Molto è cambiato nell'editoria dai tempi, oramai remoti, in cui frequentavo scrittori, scrittrici, il Salone di Torino e scrivevo recensioni di libri per i giornali (ricordo la gioia quando lessi "Per Voce sola" di Susanna Tamaro, i suoi bei racconti, ben prima che uscisse "Va dove port il cuore"... Sì, un cambio di passo epocale che ha marcato una cesura con il passato. Sono nate, ad esempio, le scuole di scrittura, ma quando ero giovane io, simili cose erano considerate delle "americanate", pacchiane, assurde. I nostri maestri erano solo ed esclusivamente i grandi autori classici che sono chiamati classici proprio perché, in passo gentile, hanno superato le barriere del tempo e della dimenticanza. Sono lor che ci guidano nel cammino. Essi sono e devono esssere, per lo scrittore, immortali e unici maestri. Chi si cimenta nella scrittura dovrà trovare, nel sentiero di carta, i suoi. Per questo, sgomenta, ho ascoltato uno scritt...