Nostalgia sarda nella mia Romaamor
E’ nel mattino presto, quando la baia è ancora silente, accarezzata dal raggio del sole d’oro appena sorto in capo all’Aldia bianca, verso l’oriente, tra i cespugli e l’erba, che comincia, sull’anello di rena di Cala Girgolu, la tremula vita umana. Passano, al trotto, in scarpe da ginnastica e pantaloncini stretti, molte ragazze e signore e signorine che cercano la vita nuova nell’aria salsa sarda; altre, in abiti civili, portano al guinzaglio cani grandi e piccoli che sono, si vede, la gioia loro nella serenità ritrovata. A piedi lenti, ecco i primi nuotatori, quelli (come mio marito) che cercano la delizia dell’acqua ferma, d’argento, in specchio di luce e d’anima. Prima lui, che quasi arriva a Tavolara, poi arriva una coppia di sposi da molte primavere a me note e care perché anima, si può ben dire, di quel mio luogo benedetto. Ci salutiamo, io sulla spiaggia in attesa di trovare il coraggio di buttarmi in acqua e ci scambiamo quel saluto primigenio e allegro di speranza… A vol...