Il richiamo puro dela terra
Nel dondolare tra luce e ombra, nel mio verde nido sardo, il giardino – che curo oramai da giorni, con cesoie, rastrello, paletta, seghetto e tanto sudore e fatica – mi svela tutti gli arcani del mondo di Lucifero e di Satana che, anche tra piante e alberi, cerca di imporre la sua legge fasulla e uccidere il bene, costruendo un labirinto di spine tutto loro. Sì, e spiego. Dovendo pulire dalle infestanti spettinate e orgogliose una piccola scarpata, con il mio rastrello, pensavo di fare una romanellla, cioè strappar via il capo delle piantacce, lasciando le radici. Ma, nel pettinare il suolo, mi sono presto accorta che le male radici delle infestanti tengono ben strette, in un mortifero abbraccio, con cinture orizzontali, la dolce e profumata terra. Muoiono e avvizziscono i begli alberi mentre, rigogliose, fioriscono le male erbe. Così, con santa pazienza, ho preso a inseguir le corde di radice e a strapparle a forza per sradicare il male. Come dovrebbe fare...