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Nè Pippi né Lilla

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Certe sere, quando agosto comincia a stiracchiarsi  pronto a fuggir via nel vento di maestrale e allunga la sua mano calda a    settembre, il cielo di Cala Girgolu è di limpido azzurro e il mare pare un gran mantello di seta che respira, lento, nella risacca, l’arietta fa danzare le foglie del mirto e del corbezzolo e il pensiero balla nei ricordi che, in onde ricamate, picchiano all'uscio dell'anima in riposo, mentre Tavolara, laggiù, si colora di un rosa acceso come se il dio del mare le baciasse le gote facendola rabbrividire d’amore... E’ proprio in queste sere così, come stanche del troppo sole estivo, che chiedono un intervallo di frescura e casomai anche di gocciole del cielo, che io sento di appartenere tutta a questa terra sarda che pure non mi ha generata. Mie le deserte spiagge trapunte, sulle sabbiose dune, dai bianchi gigli di mare, mie le rocce che seguono la linea della costa, disegnando sul mare un merletto color di ruggine e di verde, mie le isole che, qu...

La Dulcibella secondo Scaglia

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I miei magnifici tre (non quelli di Cala Girgolu) e presto, spero arriverà il quarto moschettiere, cioè Luiruà, ma devo trovare ancora un editore! Ero giovane, sui vent’anni, quando, via una cugina alla lontana molto blasonata, conobbi Franco Scaglia, allora giornalista Rai, scrittore di successo e amico del cardinale Pizzaballa (che allora era solo un francescano in Terrasanta e che un giorno sarà Papa...). Mi commissionò la traduzione della prima spy story mai scritta che si intitola “L’Enigma delle sabbie” e l’autore un irlandese di nome Erskine Childers. Precisa, alla scadenza gli presentai le pagine tradotte filologiche e fedeli all’originale. Sedemmo uno di fronte all’altro per qualche minuto nella sua bella casa ai Prati di Castello, poi lo vidi (e scolorii) che stracciava il mio dattiloscritto (non c’erano ancor i computer e avevo battuto tutto sulla mia Olympia Olivetti dono di mio padre…). “Mmmma – balbettai, basita, interdetta, resa muta per la fine ingloriosa del mio lavo...

Una piccola jana sarda

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Oggi mentre innaffiavo il basilico ho visto con la coda dell'occhio una piccola jana sarda che si riposava dalla gran calura agostana (quest'anno in Sardegna par di star sulla luna...) seduta sul granito. Mi sono girata e via è fuggita nel verde tra il lentischio e il corbezzolo, abbrcciando il bel fiore arancione che le faceva da parasole...

Pasqualina Mariane

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Ascoltavo i racconti di mia madre che le ruscellavano dalle labbra mentre, a volte, strappavamo erbacce. Ero piccola, lei grande ed era la mia sirena, poi eravamo tutte e due grandi e lo stesso ero tutta orecchie per lei.  A volte, quando era in buona, disegnava veloce delle pupattole con un gomitolo di capelli in testa, un fiocchetto da un lato, le maniche a palloncino e un vestitino triangolare a coprir fin la punta dei piedi intanto narrava e io sempre lì a far tesoro dei suoi tanti colorati racconti. In metamorfosi di immaginazione tornava la giovinetta ribelle che era stata, e si muoveva come in un film a colori: altissima, con i capelli neri neri, innamorata del suo toso, filava in bicicletta tra i fischi ammirati dei soldati di Aviano, si abbassava nella coda delle compagne per non essere sempre la spilungona del gruppo, giocava con la Ninnì che piccola e bionda come era faceva innamorar sua madre, destandole nel cuore una sorda gelosia. La vedevo  cone le sue amiche al...

La borsa di Camomilla

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In via della Croce, proprio accanto a via del Babbuino, s’apriva tanto tempo fa un negozio elegante che si chiamava Tablò. E  lì e solo lì si acquistavano le college , dei mocassimi bassi, blu o neri, in forma maschile, che diventarono un obbligo, per noi del Mater Dei, quando cominciavo, adolescente, ad annusare la moda. Subito dopo, ecco le scarpette allacciate sul davanti, con un tacchetto a rocchetto, da istitutrice tedesca, che si acquistavano in un buchetto  tal dei tali e vattelapesca il nome. Le ricordo indossate, con grazia e mia ammirazione, da una "grande" che doveva diventare anni e anni dopo una di famiglia. Mia madre me ne comperò un paio, ma non originali ed erano di camoscio color caffelatte. Presto persero forma e garbo ma io continuai  indomita a indossarle... Poi arrivarono gli stivali di Cervone o di Santini e Dominici e più avanti quelli western di El Charro. Io non li avevo, né mai li ebbi, nessuno proprio, ma molte compagne di classe eccome. Una d...

Neera e Maria Antonietta

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Annunciato da una chiara luce color d'arancio, il sole piano si leva dal suo letto di tenebra e mi saluta nel mattino di rosa, fresco di sonno. Ieri, prima di spegnere il lume mi sono perduta in un bel libro di Neera. e qui metto un punto e di seguito vi spiego chi era costei. Anzi chi è. E' una scrittrice vissuta nel primo Novecento, milanese d'adozione, si chiama Anna Zuccari (sì, sì, discendente dei fratelli  Taddeo e Federico Zuccari, pittori, di cui ho scritto in Dormi Cecilia ) che mi è molto cara per la sua autobiografia Una giovinezza del secolo XIX   che lessi, amandola, tanto tempo fa. Poi un altro capolavorino (per me), una raccolta di racconti La sottana del diavolo. Poi ho letto altro, romanzi, racconti in un librone che mi fu regalato dal mio caro Giampiero, pian piano fino a ieri sera quando ho aperto, da giorni mi attendeva, sull'ebook un dono di mio marito. Si intitola Profili, impressioni, ricordi . Nugae, divertissement, chiacchiere tra amiche, Uno de...

Una serata così e così

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Sfogliando l'album della memoria per cercare un bel ricordo in un mercoledì per me assai nuvolo (di ripensamenti e pensieri), ho trovato un bell' articolo di Olbia, it (lo trovate sul mio facebook casomai...) che racconta la sera (di quattro anni fa) in cui ho presentato Cuoresardo a Porto San Paolo. Una bella serata profumata di lavanda. Avevo cucito, uno per uno, tanti cuoricini pieni di lavanda, con stoffine a fiori, a righe, a pois, da regalare ai presenti. E tutta la piazzetta era in lilla odoroso! Ma non mi ero organizzata con il resto e quando, inaspettatamente, in molti vollero una copia del libro., eccomi (nella foto) basita. Per fortuna c'era una certa signora che aveva tanti spicciolini e mi è venuta in soccorso come un messaggero alato... Cuoresardo ha avuto un'altra presentazione, in una libreria romana, ma è stata guastata da chi non lo dirò, ma, in due come erano, ci sono riusciti in pieno. Anche la presentazione romana di Romaamor ha avuto il suo ...