Il mio ricordo di David Sassoli
Bennibag autunno in fiore Ero stata da pochissimo assunta al Gazzettino, quando i greci combattevano alle Termopili, quando il mio caporedattore, Giampiero Rizzon, veneziano di Dorsoduro, dalle dita gialle di nicotina e dai capelli di ragnatela, mi chiamò nel suo ufficio che era un'ampia stanza con una grande finestra a tu per tu con la torre campanaria di San Silvestro in Capite. "Parti domani per l'Albania, con il sottosegretario Vitalone". "Io?", rispondo incredula. "Perché no?". Penso agli inviati nostri e mi chiedo che cosa diranno, ma vabbè, ubbidisco e il giorno dopo, con un aereo italiano, in compagnia di altri colleghi, sono all'aeroporto di Tirana e di lì, per strade ottocentesche, incespicando su carretti trainati da buoi aggiogati e su veicoli d'ogni forma e colore a due, tre o quattro ruote, arriviamo al porto di Durazzo, dove una nave tricolore ha portato aiuti in forma di farina agli albanesi. Bianchi come spettri, sotto sac...