Rose, fiori, gatti e zucchine
Mentre nel dondolar tra sole e ombra della giornata appena sbocciata come rosa di maggio, me ne stavo a preparare la terra per piantare i semini di zucchina, che avevo comperato l'anno passato, e liberando un corbezzolo già carico di acini verdi pronti ad esplodere con l'autunno in carminio, d'un tratto, oh che sorpresa: ecco il primo gatto esploratore, un randagio tutto grigio dall'espressione truce, con un occhio aperto e l'altro chiuso da una cicatrice. Mi guarda che sfatico e pare domandarmi: "E' aperto mica il ristorante?". Faccio spallucce, ancora no, non ho nulla da dare per ora ai tanti visitatori dalla lunga coda che, senza miagolare, ben educati, compunti, si presentano col bavagliolo già a legaccio intorno al collo. Cominciamo presto peròòòòòòò, gli rispondo, urlandogli dietro, ma quello, via, veloce sparito tra i cespugli, e non riesco a veder né occhio né coda. Addio, arrivederci. Seguito nel mio lavoro e penso a una nuova amica (della qu...