Ritorno a Romaamor
Le mie armi Saltello per la casa e il giardino, un occhio sempre a Tavolara, mettendo a posto, sistemando, aggiustando, per preparar la casa sull’aldia alla solitudine invernale. Che avrà finestre di vita, di tra i mesi freddi, con chi so io… Qualcuno la amerà al posto mio che lascerò qui la mia Madonnina dei gigli del mare e un pezzetto del mio cuore. Torno a Roma e, lo dico qui, sottovoce, torno a casa a riposarmi perché per me Sardegna non vuol dire, come per tutti, vacanza, ma lavoro, tanto lavoro: in casa, in giardino e sempre poco in spiaggia. Piccola, raccolta, arrampicata sui Serpenti m’attende, salutandomi da lontano, la casetta mia romana, dove i muri sono tanto spessi che non serve accendere il calore, dove a un passo ho tutte le mie Sante Messe dell’alba, che tanto mi sono mancate qui. Torno a casa e, oh Signore, un sussulto. “Betta, Betta! Quando torni, è già ottobre, mi manchi!”. E’ la voce di mia madre, che mi chiamava, allora e sempre, per tutt...