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San Giuseppe ai Monti

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non piove ora sì e siamo tornati a San Lorenzo in Fonte Ogni anno, e anche questo, per festeggiare San Giuseppe, il Rione Monti è attraversato da una bella processione che percorre orante le vie rionali: la Croce davanti, poi la banda, i sacerdoti, le religiose, il Santo nel suo bel baldacchino fiorito, portato a spalla dagli artigiani (sopravvissuti al nuovo mondo e soprattutto quasi tutti stupendamende falegnami come Giuseppe che conosco...) e poi i monticiani - e anche io - che restano devoti al loro dolce patrono, nonostante la modernità, la quale ha cambiato il volto del perimetro che va da Via Nazionale e Via Cavour, trasformandolo in un luna park per passanti (cioè per turisti). Sospiro. Prendiamo fiato e scendiamo su una teleferica celeste al rigo qui sotto. Dunque, sono a Messa, alle ore dieci nella chiesina di San Lorenzo in fonte che è dedicata, appunto, a San Lorenzo e al soldato romano, Ippolito, che si convertì commosso dalla grazia lauretana. Il sacerdote, sempre lui da ...

Libri ai Serpenti

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  Una bennibag tra i libri Ai Monti, lungo la bella via dei Serpenti, sul mezzanino del Bar Brasile - dove faceva colazione, da sacerdote e studente all’Angelicum, il futuro Papa polacco - c’era e non c’è più un punto di book crossing che, detto all’italiana, significa liberare i libri affinché senza spesa alcuna, altri possano prendere o lasciare ciò che piace tanto, poco o così così. Per qualche anno ho dato e preso e ora mi manca un poco la libreria degli incroci possibili… Io, in questo angolino di carta e inchiostro, tra un cappuccio e un cornetto, trovai   un libriccino della Mursia in edizione scolastica che si intitolava “Un’infanzia italiana” ed era di Carlo Castellaneta, uno scrittore, dico la verità, che non avevo mai preso in considerazione e poi chissà perché. Credevo, pensate un poco, che fosse uno scrittore sud americano, mentre era milanese da cima a fondo e di sotto e di sopra e a Milano ha dedicato tanti di quei libri e tutti pubblicati da Rizzoli o Monda...

Via dei Serpenti

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Uno scorcio di Santa Pudenziana, vista da dietro... Tornata al mattino presto a casa, dopo un'uscita antelucana, infilo la chiave nella toppa del portone e non gira, spingo, sollevo, abbasso, riprovo e niente, zero carbonella. Oh come faccio adesso e penso a quanto bello sarebbe starmene a casa e invece nulla, sono per strada. Così scendo al bar sotto casa a fare colazione in attesa che si faccia un'ora lucente per chiamare un fabbro. Passano i minuti, ho finito cappuccino e cornetto e così, pensa che ti ripensa, decido di sedermi nella macchina che ho parcheggiato lì vicino. Dall'abitacolo osservo, non osservata, l'andirivieni del mattino presto. Ecco i bambini con gli zainetti, accompagnati dalle mamme e dai papà (e mi sovvengono i miei giorni, tanto tempo fa...). Arrivano gli impiegati di Bankitalia che hanno scritto in fronte e nei panni il loro ufficio. Gli operai, con tute sbrise e alcuni, i giovani, con strane pettinature rasta che sembrano coroncine di mele cott...

Mondo rosa

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Mille anni e un secolo fa, avevo aperto il mio blog "Storie tragicomiche della mia infanzia", che m'aveva accompagnato durante il lungo viaggio verso il mio nuovo vivere di credente e ogni storia piccolina era un passo mio piccino verso il lassù. Ora che tanto tempo è già passato e siamo entrati in un nuovo mondo che non riconosco e che mi par pieno di tenebra, per ricordare i tempi lieti che tutti abbiam vissuto nel quotidiano camminare senza lockdown, sieri, mascherine, guerre, epstein files e altre, chiamiamole, amenità che distraggono e distruggono l'anima e il cuore, ho deciso di riaprire la porta del mio preistorico diario virtuale, perché sia più facile, per me e per tutti, ricordare che un altro mondo, un mondo vestito di rosa  c'è ancora e, sollevando il cuore in alto, ci si può lì immaginare. Nonostante tutto. Detto fatto, apro, metto online e invece mi dice "service unavailable"... Oh la porta in faccia e chi mi aiuterà. Forse Antonio, domani,...

Cocotte della letteratura

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I miei libri se vi va di leggermi e di passare qualche oretta di serenità https://www.amazon.it/-/en/Romaamor-Benedetta-Vito/dp/B0DJ3S4WV5 https://www.amazon.it/Cuoresardo-Benedetta-Vito/dp/8833238342 Ritorno ragazza, sui ventitré anni, anche per non guardar tutto l'orrore che oramai ci ingolfa e soffoca, e sono l'orgogliosa (si fa per dire) capo ufficio stampa della Lucarini editore. Ho passato una lunga selezione e prendo il posto di una certa Maura (ma non ricordo il suo cognome) e in qualità di direttore editoriale c'è Roberto Bonchio che viene dagli Editori riuniti ed è un uomo serio, di pochissime parole, posato e di certo colto, che si vede in casa editrice assai di rado. Tutto il contrario è l'editore, il dottor Luciano Lucarini, piccolo di statura, pieno di brio e con l'intelligenza, o forse l'astuzia, del venditore. Un giorno al mese, se non ricordo male, ci si riuniva intorno a un tavolo per discutere dei libri in uscita e delle migliori strategie per...

Collodi e Pinocchio vivi e vispi piacciono a grandi e piccini

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https://www.amazon.it/-/en/Romaamor-Benedetta-Vito/dp/B0DJ3S4WV5 Metto qui il link a uno dei miei piccoli libri che regalano due ore di serenità (citazione da un lettore fedele che ama la mia scrittura) Oh che splendide due ore ho trascorso, qualche giorno fa, in una terza media del Viscontino, che s’affaccia sul foro Traiano, qui a Roma!  Abbiamo festeggiato - i tanti, attentissimi alunni,  la professoressa V. e la sottoscritta - il bicentenario della nascita di Carlo Collodi (24 novembre 1826) e lo abbiamo fatto a modo nostro, cioè andando a conoscere Carlo da bambino, un bambino vivace, vispo e dispettoso, che somigliava di molto a Pinocchio. Abbiamo parlato di tanto altro, di come erano le scuole prima dell’unità di Italia, di Giangastone, l’ultimo dei Medici, che non voleva sposarsi con una principessa tedesca che gli pareva una patatona, di etimologia e di semantica (ma spiegate con semplicità) e ho potuto condir tutto con qualche nozione di catechismo visto che, per dir...

Due candide mattine romane

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9 Dormivo, non dormivo, vedevo, sì, vedevo tantissimi bambini, piccoli, piccolissimi, alcuni, i bebè, tenuti in braccio dalle bimbe più grandicelle, e tutti quanti con indosso candide vesti, li vedevo venirmi dietro, come una bianca, compatta, splendente nuvola, fino alla chiesa di Sant’Alfonso dei Liguori, che s’erge alta sulla via Merulana. Entrata per la Santa Messa delle nove, i bambini mi hanno seguita e tutti composti, le manine giunte, i visini ispirati, hanno vissuto con me la funzione e poi sono scomparsi e io me ne sono andata, sola soletta, ma felice di averli avuti con me, al supermercato a comperare da mangiare per mio marito. E i bimbi, tutti i bimbi traditi, violati, violentati, uccisi da chi dovrebbe proteggerli e amarli, sono tornati da me stamane, a Sant’Agata dei Goti. Pausa, scendo e ritorno. Dunque mentre attendevo l’arrivo dei sacerdoti che è per le sette e un quarto, in dolce orazione cantata (“Chi mi separerà dal tuo amore, forse la tribolazione, forse la spad...