Dalla Bariletti alla Lucarini: vita da giornalista
Il gattino Fredi, chissà se lo ritroverò... Il mio lavoro di addetto stampa alla Bariletti editore durò forse due anni e - oltre a darmi i rudimenti di un mestiere (oggi secondo me finito) che ho continuato a fare anche con i miei libri - cementò l'amicizia con Diego Zandel, scrittore, esule istriano, marito e padre di tre figli, che doveva poi tornare nella mia vita, molti anni dopo, ma questa è un'altra storia. Non ricordo bene che cosa accadde a un certo punto tra presentazioni e lanci, ma tutto precipitò e andò in rovina in pochi giorni. Luisa, alta, ieratica, tutta bionda, che era la fedele e deliziosa segretaria dell'editore, non sembrava più lei e si aggirava per le stanze della sede, ai Parioli, una alta ragazzona campionessa, mi pare di basket, che era addetta alla tipografia e che con la sua persona riempiva non so come tutto l'appartamento. Forse furono conti lievitati o forse altro che non ho mai saputo fatto si è che la Bariletti editore chiuse i battenti...