Le boe della mia vita
Quando, a diciannove anni, fresca di basco penitenziale in testa, mi trovai nel nuovo mondo dell'università, presto capii che dovevo arrangiarmi a modo mio per cavarmela. Nell'iscrivermi a Lingue e letterature straniere moderne, avevo scelto come lingua quadriennale l'inglese (che ora vorrei dimenticare...), ma quelle lezioni strapiene di pur ottime professoresse (la Colajaono ci illuminava su Amleto...), i giorni passati a studiare il Beowulf (di cui non mi importava un fico secco), e il fatto che soltanto per chiedere la tesi avrei dovuto attendere un anno e più, mi convinsero di cambiare aria. Passai dunque da Villa Mirafiori, verde di giardino, all'ultimo piano del palazzone bianco di Lettere alla Sapienza e trovai un'auletta tutta sole e allegria che pareva la mia del Mater Dei e una professoressa, Luciana Stegagno Picchio, con i capelli rossi della mia Jane e l'apertura e la simpatia di Pia Nardoni (che mi aveva aperto cuore, anima e mente, molti anni pr...