Una bennibag a roselline rosa
Uscita dall'uovo primigenio, stirata nei lunghi giorni dell'innocenza azzurra, con la compagnia solo di Ninni e di Tigre, innocenti, mi sono ritrovata, ieri, lì dove alla domenica, orba oramai della Santa Presenza, si vedono pascolare famiglie, innamorati, semplici bighelloni. Certo: in un centro commerciale. Seduta in un cantoncino, abitando altrove, nel cuore fatto di piuma e di pace, ho osservato con attenzione quelle persone mosse, mi pareva, solamente da un desiderio materiale: acquistare un acino di beatitudine nel nuovo cellulare, in un paio di pantofole animalier, nel rossetto tinta carminio. Ho notato, poi, aguzzando lo sguardo, che i colori sono scomparsi, uccisi dal grigio, che le donne non indossano abiti o gonne fiorite, ma stretti pantaloni dai colori neutri o notturni e ai piedi hanno le orride scarpe di gomma che un tempo chiamavamo da ginnastica, che gli uomini portano magliette le quali recano, fronte e retro, immagini di mostri, teschi, brutture. Le bambin...