Attaccati allo Strega
Sono io con la mia Cecilia... Mm-m-ma (sarebbe la traslitterazione del mio balbettare) m-m-mma, perché il vincitore del premio Strega, Michele Mari, si è attaccato alla bottiglia del celebre liquore color paglierino che porta il nome della medaglia al suo libro? Perché non usare un bel bicchiere di cristallo? Mancava solo pulirsi la bocca con il braccio per completare l'opera di imburinamento di una, chiamiamola così, gloria italiana. Non mi è piaciuto punto quel gesto grossolano, un sorso volgare in fretta e furia, consumato dopo la liturgia ormai quasi centenaria del premio, inventato, con gran stile (anche se pensato come premio "democratico") da Goffredo e Maria Bellonci, con l'industriale e mecenate Guido Alberti. Oh nessuno ha notato, e io solo adesso, che la premiazione non si è svolta, come è stato sempre, al Ninfeo del Museo di Valle Giulia, con la sua carica simbolica di bellezza, nel fresco dei limpidi zampilli dell'acqua vergine, ma nella pur stupe...