Due candide mattine romane
9 Dormivo, non dormivo, vedevo, sì, vedevo tantissimi bambini, piccoli, piccolissimi, alcuni, i bebè, tenuti in braccio dalle bimbe più grandicelle, e tutti quanti con indosso candide vesti, li vedevo venirmi dietro, come una bianca, compatta, splendente nuvola, fino alla chiesa di Sant’Alfonso dei Liguori, che s’erge alta sulla via Merulana. Entrata per la Santa Messa delle nove, i bambini mi hanno seguita e tutti composti, le manine giunte, i visini ispirati, hanno vissuto con me la funzione e poi sono scomparsi e io me ne sono andata, sola soletta, ma felice di averli avuti con me, al supermercato a comperare da mangiare per mio marito. E i bimbi, tutti i bimbi traditi, violati, violentati, uccisi da chi dovrebbe proteggerli e amarli, sono tornati da me stamane, a Sant’Agata dei Goti. Pausa, scendo e ritorno. Dunque mentre attendevo l’arrivo dei sacerdoti che è per le sette e un quarto, in dolce orazione cantata (“Chi mi separerà dal tuo amore, forse la tribolazione, forse la spad...