Raganelle dell cuore
Sulla scoscesa collina che porta al mare, dall'altra parte della strada consortile dell'Aldia bianca, c'è una bella casa con un pratino verde ricamato intorno e un gran sasso arcigno di granito color caffelatte. In quella casa abita una signora mia amica che chiamo in allegria (e so io perché e lei pure) Sandra, Sandrina e Sandretta, con la sua bella famiglia. Anni addietro, quando io ero ancora una ragazza, ci abitava, con i suoi e i fratelli, un certo Paolo che frequentò per un fiat altri di qui a Cala Girgolu. Ma prima, molto prima che il padre di Paolo costruisse la casa, proprio lì, nello sgarrupo che doveva diventar terrapieno, il perimetro che aveva per vista lo stagno, c'era il pozzo delle rane. "Ci vediamo al pozzo delle rane!", dicevamo, Marco e io, a Bea e Brunello, e via a perdifiato a guardare i girini che, nel tempo, mettevano due gambette storte e una codina e poi, nella metamorfosi anfibia, si facevano rane. O meglio raganelle. La tenerezz...