Ancora da Nuoro
Sveglia di buon mattino nella frescura montanina nuorese, la seconda tappa del nostro viaggio prevede la visita al Museo etnografico sardo che, costruito come fosse un paesino isolano, seppur composito, tutto bianco e bello, con tanto di piazza, casette e chiesolina, osserva dall’alto il capoluogo moderno della Barbagia. Saliamo su su ed eccoci alla meta. Ci regala un sorridente benvenuto Anna, la nostra guida, nelle vaste sale dove è raccolta l’anima sarda in forma di costumi, pani, tessuti. Il mio primo pensiero (triste) corre all’oggi che ha, con la scure e l’accetta, desacralizzato la vita quotidiana che, al contrario, nell’arcaico mondo sardo, era legata a doppio filo con il mondo spirituale. In quel piccolo mondo antico non c’era questo senza quella, pane visibile e anima invisibile si guardavano negli occhi e si fondevano in un meraviglioso abbraccio che rendeva preziosa la vita, ogni vita, anche quella più desolata e misera. Ogni gesto, anche i...