Madame Pompadour e il gatto Ninni
Abbandonata in un cantuccio di uno sgabuzzino che da mesi mi chiamava per essere spazzato, c'era una vecchia sedia da giardino di Reguitti, bianca, smangiata dal tempo, spellata, smunta, rinsecchita dalle intemperie invernali, che era sorellina d'altre, bianche d'origine come lei, e andate perdute da decenni e finite chissà dove. Appartenevano tutte quante a mia madre che, solo di reguitti, le voleva... Il suo credo in quel marchio tutto italiano è passato da lei a me e mai ho pensato, nel trascorrere del tempo, di gettar via l'orfanella reduce da tanto abbandono. Che infatti è rimasta. Negletta, ma lì. Ieri mattina, però, mi sono detta: avanti Benedetta, perché la lasci lì a far la muffa tra le foglie secche. Su coraggio fa qualcosa, agisci. Detto fatto, ritaglio, nella sala da pranzo di Ninni (che è il gatto randagio accasatosi per pappe e croccantini qui da me quest'estate), uno spazio per dipingerla di rosa. Stendo il plasticone, mescolo la tinta (una tempera...