Collodi e Pinocchio vivi e vispi piacciono a grandi e piccini
Oh che splendide due ore ho trascorso, qualche giorno fa, in una terza media del Viscontino, che s’affaccia sul foro Traiano, qui a Roma! Abbiamo festeggiato - i tanti, attentissimi alunni, la professoressa V. e la sottoscritta - il bicentenario della nascita di Carlo Collodi (24 novembre 1826) e lo abbiamo fatto a modo nostro, cioè andando a conoscere Carlo da bambino, un bambino vivace, vispo e dispettoso, che somigliava di molto a Pinocchio. Abbiamo parlato di tanto altro, di come erano le scuole prima dell’unità di Italia, di Giangastone, l’ultimo dei Medici, che non voleva sposarsi con una principessa tedesca che gli pareva una patatona, di etimologia e di semantica (ma spiegate con semplicità) e ho potuto condir tutto con qualche nozione di catechismo visto che, per dire, solo una ragazza su tanti che erano, conosceva la storia di Caino e Abele... Vabbè, abbiamo letto poi, ogni capoverso un volontario, un certo scritto di memorie del Collodi che è ignoto ai più...