La mia prima avventura
Cerco un editore per Luiruà... Scende la sera, Tavolara si veste d'azzurro e di rosa, i ricordi picchiano all'uscio e mi par d'essere di nuovo, d'un tratto, la bambina che, tanti anni fa, accucciata a prua di un barchino color fiordifragola, guidato dai fratelli, tornava verso Cala Girgolu. Era notte fonda e avevamo passato tutto il giorno laggiù, oltre la punta, a largo di Molara, a Capo Coda Cavallo che era ancora un luogo di solitudine e di gabbiani. Non c'era il villaggio est, non c'erano le farfalle, ma solo il limpido nulla e la spiaggia, la lingua bionda della coda del cavallo, nostra solamente. Mie le pazze ruote, su e giù, senza stancarmi mai, i fratelli a pesca, Sabina non so, forse pescava anche lei, ma sulla riva. C'era Jane, la mia Jane, che tutto mi ha insegnato. I gemelli volevano passare lì la notte, ma Jane, ferma, solenne, declamò il suo mitico: "Ma certamente nou". Così, al pomeriggio tardo quando, in lontananza, Tavolara era tu...