Nel silenzio, nel Signore




Oh quante, quante e troppe parole ci vengono rovesciate addosso da ogni dove e non c'è soltanto la televisione che renderebbe banale anche il ritrovamento di una base marziana dietro il Colosseo, ci sono i social e i siti e poi i messaggini wap che tin tin arrivano sul cellulare. Parole, un milione di parole, nomi e cognomi, accuse, litigi, inaugurazioni, festival e telegiornali. L'orrore addomesticato e ciancicato da un dizionario intero di latinorum viene sostituito con altre parole da piccoli pettegolezzi e sciocche situazioni e si va avanti, ancora ancora, affogando nell'incessante fiume del mondo che tutto consuma, digerisce e macera.

Io mi vesto di silenzio e, rincorrendo il pensiero che va dalla mente al cuore, so che una solamente è la vera notizia, l'unica importante e che s'affannano tutti a non vole vedere. E la notizia è questa che nel gran teatro del mondo rutilante, pieno d'ira, di strepiti, di risate e pianto, han tolto agli uomini il sale della vita, che è  Dio, il Signore che ci invita alla Fede, alla Speranza e alla Carità.  E che senza di lui  nel mondo si danza  solamente il valzer  scandaloso della morte , pieno di lustrini e d'oro di Bologna.

Io, vestita di silenzio, col velo in testa, in Lui rivivo e  quando sono a Santa Caterina, nel mio banco alla penultima fila, vedo laggiù in corsa il fiumaccio del mondo che, in spire serpentine, tutto divora.

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