Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta editoria

Un editore per Dormi Cecilia: riflessioni sull'editoria di oggi

Immagine
  Cercando un editore per "Dormi Cecilia". Non so se vi ho mai detto che la mia ultima fatica s'intitola come ho scritto sopra e non desidero qui anticipar nulla sulla storia e l'intreccio perché sono ancora tutta immersa nella ricerca di un editore per la piccola Ceci. Cosa non da poco in questi anni convulsi dove tutti scrivono e tutti pubblicano e il bello e il brutto trovano gli stessi impacci e problemi. E ve li spiego così da dissuadervi casomai voleste mettervi a scrivere (come purtroppo faccio io ormai da sempre). Allora, dovete sapere che in Italia ci sono quasi più scrittori che lettori e quindi con questo sproposito in evidenza analizziamo un poco il mercato per come me lo ha raccontato un editore che, alla lontana, si era detto interessato alla mia opera. Mi ha spiegato che per quanto un editore possa avere un buon distributore - mettiamo le Messaggerie che sono il meglio che c'è - le prenotazioni nelle librerie si aggirerebbero più o meno intorno alle...

Una parentesi sull'editoria (riflettendo)

Immagine
Una bambolina a Firenze Molto è cambiato nell'editoria dai tempi, oramai remoti, in cui frequentavo scrittori, scrittrici, il Salone di Torino e scrivevo recensioni di libri per i giornali (ricordo la gioia quando lessi "Per Voce sola" di Susanna Tamaro, i suoi bei racconti, ben prima che uscisse "Va dove port il cuore"... Sì, un cambio di passo epocale che ha marcato una cesura con il passato. Sono nate, ad esempio, le scuole di scrittura, ma quando ero giovane io, simili cose erano considerate delle "americanate", pacchiane, assurde.  I nostri maestri erano solo ed esclusivamente i grandi autori classici che sono chiamati classici proprio perché, in passo gentile, hanno superato le barriere del tempo e della dimenticanza. Sono lor che ci guidano nel cammino. Essi sono e devono esssere, per lo scrittore, immortali e unici maestri. Chi si cimenta nella scrittura dovrà trovare, nel sentiero di carta, i suoi. Per questo, sgomenta, ho ascoltato uno scritt...

Ancora bookabook e io (terza parte)

Immagine
Riavvolgiamo minuti, ore e giorni e torniamo a due anni orsono quando cioè, toccato il traguardo delle 200 copie, "Cuoresardo"  https://bookabook.it/libro/cuoresardo/ può dirsi già librino in pectore. Comincia, pochi giorni più tardi, il lavoro redazionale, ovverosia l'editing e bookabook guadagna punti in grande serietà. Si curano di Cuoresardo in due, un redattore (ice) e una editor. Poi sono io a dire la parola finale. Il rispetto reciproco scintilla in un lavoro ben fatto e il libro, in un mesetto, mi pare è pulito e fresco di labor limae. Arriva il momento di scegliere la copertina e dai grafici mi giunge la richiesta di un consiglio. Mmmm. E prendete al volo la liana di Tarzan e scendiamo di un rigo assieme. Tabùm. Dunque il colpo di genio viene a mio marito: una bimba che ascolta il mare da una grande conchiglia. Perfetto, l'applauso è generale e pochi giorni più tardi arrivano due proposte. Scelgo quella che è effettivamente uscita in copertina. Siamo pronti,...

Bookabook e io seconda puntata

Immagine
Piccola jana sarda (ne verranno altre più avanti...) Va bene, mi dico, proviamo con questa casa editrice giovane giovane, che (come si capisce dal nome bookabook, ossia, in traduzione, prenota un libro), pubblicherà lo scritto solo se esso, solo soletto, navigando nel mare magnum dell'editoria italiana, troverà almeno duecento lettori pronti a pagarlo anzitempo, ovvero parecchi mesi prima di riceverlo a casa. Una scommessa, un credo, fiducia in chi scrive. E duecento non sono pochi in Italia dove i lettori si contano sulla punta delle dita e sono sempre gli stessi, annegati dalle nuove uscite... Detto fatto, so tutto, le istruzioni sono chiare anche se tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Dopo aver fatto il mio buon labor limae a "Cuoresardo", compilo la scheda e pigio "enter". Via, nell'etere e già "Cuoresardo" è un poco meno mio. Dopo solo due giorni, se non ricordo male, mi arriva la prima notizia che decifro come positiva, in quanto ...