Di Romaamor e di Scomodinia
A volte quando il giorno volge alla sera mi capita, stanca del troppo pensiero, di guardare in televisione un programma che si intitola "Casa a prima vista" perché da sempre mi piace ficcar lo sguardo nelle abitazioni che mi parlano come cose vive. E non tanto mi colpisce, in quasi tutte le case, il cattivo gusto - genere ikea - della modernità, i colori mesti, grigi, neri, verdini, e le suppellettili senza sale che vedo, quanto la distanza abissale che le divide dalla casa dove, da bambina, ho abitato e che è la protagonista del mio Romaamor. https://bookabook.it/libro/romaamor/ Tanto per cominciare pur essendo due gli ingressi entrambi davano adito al perimetro domestico di "Scomodinia". Il salotto, che s'apriva con due porte scorrevoli, sulla destra all'entrar dalla porta maggiore, era tutto pieno di madie, secretaire e divani e carico di ninnoli, vetri e porcellane e ognuno un cuore ricco di memoria. I pavimenti eran incrocio di tappeti persiani. I l...