Collodi compie duecento anni ed è sempre vispo


Oh che splendide due ore ho trascorso, ieri, in una terza media del Viscontino qui a Roma! Abbiamo festeggiato - i tanti, attentissimi alunni, la sottoscritta e la professoressa V. - il bicentenario della nascita di Carlo Collodi (24 novembre del 1826) e lo abbiamo fatto a modo nostro, cioè andando a conoscere Carlo da bambino, che somigliava di molto a Pinocchio, leggendo (ma abbiamo parlato di tanto altro...) in un certo suo scritto "Quando ero ragazzo" che ha fatto ridere e sorridere tutti quanti. Sì, così è la scrittura di qualità: non invecchia mai. Evviva! Grazie Carlo!

E ci siamo chiesti anche che cosa intende fare l'Italia, non solo noi che siamo piccolini così, per ricordare uno scrittore prezioso che fa grande il nostro Paese. Per avere una risposta, dunque, stamane, ho acchiappato il telefono e ho chiamato il ministero della Cultura, prima l'ufficio stampa, tramite il centralino (ma alle 9 e 31 non c'era nessuno), poi la segreteria del ministro che mi ha rimbalzato a un'altra segreteria la quale a sua volta mi ha consigliato di mandare una mail all'ufficio di una terza dirigente ministeriale e così ho fatto. Ora aspetto e vedremo...

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