I sentieri della letteratura
Chi decise, per la scuola dell'Italia fatta una (da poco) , il programma di letteratura? Se non ve lo ricordate, ve lo dico io. Fu il gran critico Francesco De Sanctis, tutto baffi e serietà, napoletano doc e professorone. Lui che per primo scrisse la storia della letteratura italiana (appena nata) verso la metà del secolo Decimonono.
Fu De Sanctis a decidere che avremmo letto e riletto i Promessi Sposi (e non, mettiamo, i Vicerè di De Roberto), imparato a memoria le poesie di Foscolo e di Leopardi. Avrebbe potuto scegliere altri autori, ce n'erano a mazzi e di talento a quei tempi un poco ovunque. Ma niete, furno bollati minori e tali, ingiustamente rimasero.
Così fu che si decretò, grazie al De Sanctis, il canone letterario ottocentesco italiano. Manzoni, Leopardi, Foscolo, Foscolo, Leopardi, Manzoni. Per carità tutti pieni di talento, ovvia. Ma si poteva guardare anche altrove e trovare stelle e pianeti nuovi...
Io, per fortuna, ebbi per professoressa di italiano (ma solo per un anno) Pia Nardoni, che mi insegnò a girovagare tra i sentieri alpini della scrittura nazionale, pescando a piene mani e prendendo nella rete tanti scrittori di talento ,che mi hanno messo il sale nella penna.
E li ringrazio tutti quanti. Ed è forse per tale motivo che ho aperto un gruppetto di corsari della letteratura su Facebook https://www.facebook.com/groups/426373526438466/ sì, per ringraziare loro, "gli altri" (che non erano i tre pilastri) i quali avevano tanto da dirmi...
Comunque De Sanctis lo amo perché ha scritto un adorabile libro di memorie dal titolo semplice di "Giovinezza". In esso il criticone (nel senso di gran critico) torna bambino e diventa semplicemente Ciccillo. Una delizia che vi consiglio.

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