Il richiamo puro della terra
Così, con santa pazienza, ho preso a inseguir le corde di radice e a strapparle a forza per sradicare il male. Come dovrebbe fare la Chiesa e ognuno di noi a petto della realtà a gambe in su che ci viene servita come bene. Ed è male. Sotto l’intrico di velenose strisce che sìinteresecano tra loro per darsi vigore, luminoso, splende e profumato, il terriccio, che io raccolgo per dar vita alle mie rose e sugo alle altre pianticine che sto facendo crescere. E’ questa sì la vera vita che respira nel vento e che accompagna i miei giorni solitari.
Oh
come abbiamo potuto abbandonare la terra, per vivere tra gli scappamenti! Oh le
gallinelle! Ricordo, che la beata Elisabetta Canori Mora, a casa dei suoceri
(in Via del Corso!) era addetta proprio alle galline di casa, sì si raccontava “gallinera”.
Sì anche a Roma, nelle case eleganti, c’era un orto, c’erano le galline, c’era
la campagna.
La campagna respirava
nelle città, ora risucchiata dal cemento. Concludo con una notizia che mi ha
lasciata di stucco. A Pordenone un bambino aveva degli animaletti come in una
piccola fattoria. Qualche capra, delle gallinelle, forse un agnellino non
ricordo. Fatto sta che è arrivata l’autorità, ha stabilito che il bimbo aveva
una fattoria fuori norma e gli animali sono stati sequestrati. Non commento,
prendo un bel respiro nel mio sempiterno e benedettino ora et labora sardo.

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