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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Capodanno

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Io mi ricordo un cielo di lacca cinese e le stelle lucenti che da lassù mi guardavano, fredde. Il tempo sospeso, il freddo diventava non so come caldo. Io, piccola piccola, con una cuffia di lana azzurra, i capelli quasi bagnati dall’umor della sera, e i pantaloni colla staffa sotto al piede e addosso gli scarponi     neri coi lacci rossi che si slacciavano sempre. Nel silenzio delle Prealpi, fatte sagome appena dal manto notturno, la neve gelata mandava bagliori d’azzurro e il mio fiato, nel gelo, ricamava nuvoline bianche che guizzavano appena per poi sparire inghiottite dal buio.     Erano i capodanni miei giovinetti, i miei capodanni friulani, a Piancavallo. Mi ricordo, si mi ricordo l’incanto notturno dell’attesa che tintinnava nell’anima mia. Io pure, come tutti, pensavo che quella notte, tanto speciale, fosse diversa da tutte le altre notti, una notte gentile, magica che a modo suo moriva e rinasceva portando il suo frutto perenne che germinava, silente, in og...

Un Concerto di Natale

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  Oggi, vi regalo un link che porta diritto a un pezzo che ho scritto per Stilum Curiae su una chiesa bella e un concerto bellissimo. https://www.marcotosatti.com/2025/12/22/concerto-di-natale-in-una-chiesa-romana-misteriosa-benedetta-de-vito/

Un quadretto di Natale

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In questa quarta domenica di Avvento, eccomi nella piccola (strapiena) cappella di Santa Caterina in Via Urbana per la Santa Messa vetus ordo (che amo tanto). Ho il mio vecchio Messale Romano, il velo nero di merletto preso da una amica emiliana, il Rosario che ho acquistato nel giorno di Santa Lucia al Monastero suo di Via in Selci. Sono pronta. Oh, quanti bambini, mi dico, dando un giro di sguardo, e tanti giovani e belle ragazze! Raccolta in orazione, perduta nel silenzio che anima la celebrazione, ascolto l'omelia del Sacerdote, colta, interessante, piena di sale e poi, come un piccolo dono, assisto a un tenerissimo  spettacolino, un quadretto natalizio, che ha imburrato il mio cuore farcendolo poi di dolce miele. E ora un due tre e scendete con me d'un rigo. Alla Messa, con la sua bella mamma, c'è un bimbino di un anno o poco più, che a tutti i costi desidera raggiungere l'altare, bello, luminoso d'ori e di immagini. E dunque, mollata la mamma che non riesce a ...

Buon Natale, signorina...

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  Avevo, mi pare, una ventina d’anni, e iscritta al secondo anno di Lettere alla Sapienza, quando, insieme a una compagna di classe, fui assunta – ma solo per un mese - in un bel negozio di arredamento chiamato Spazio Sette, che respirava, allora, in due ampi piani di bianco splendore e di gusto nordico in un palazzo che si nascondeva dietro alla Piazza Argentina e che oggi è una libreria bellissima che ha ereditato il nome dal negozio d'arredamento di cui scriverò. Pazienza e andiamo a cominciare qui sotto, patapunfete... Di colpo, mi perdo nel labirinto della memoria e non so se il negozio era lì, in quei tempi oramai remoti o se, invece, mi sovvengono altre visite mie successive nel corso degli anni a venire,  nel viso luminoso di Patrizia, allo stesso negozio dopo fatto un certo trasloco… Non so e forse non importa perché in quel mese, chiusa in quadrato fatto apposta per noi, io e le altre (ma c’era anche un ragazzo bellissimo con villa in un'isola siciliana di cui parlav...

La mia vita in una cassapanca

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Stamane sveglia che ancora il buio pennellava il cielo senza stelle, saluto chi amo da trentuno anni (e trenta di matrimonio quest'anno) alla porta e, con il giorno tutto per me in saccoccia, decido di far la cernita dei panni del guardaroba, cosa che, atterrita all'idea, ho rimandato per così tanto tempo da farmi venire i capelli di neve e ora basta, Avanti. Così tiro fuori dalla bella cassapanca tutti i vestiti accumulati nei decenni. E ci sono i pannetti del mio bambino,  quasi piango, e c'è la tutina che mi regalò dall'Australia la mia dolce Jane, volata in cielo. Ci sono i prendisole di mia madre e il suo abituccio da sposa, che era corto corto appena sotto al ginocchio e in testa niente, capelli alla maschietta, come non s'usava allora... Poi passo all'armadio dove pesco un mazzo di vestitini miei che vengono dall'armadio della casa mia del Romaamor e che mia madre m'aveva conservato. Giunta in salotto  dove ho sbudellato cotoni, acrilici e lane in...

Adria, Dario e Valerio: Rfb editore

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Mi è dispiaciuto leggere, ora sono due giorni (non ricordo in quale rivista online) lo sfogo di un piccolo editore romano (ma l'origine è Ladispoli, una ridente cittadina sul litorale romano, dove abita una mia carissima amica) che ho per caso incontrato alla Fiera Più libri, più Liberi aperta dal quattro all'otto dicembre all'Eur. Si lamentava - bè non proprio lui che qui ho fotografato, ma il suo socio -  della poca organizzazione nella Nuvola, di ascensori assenti, di lungaggini e difficoltà di ogni tipo e poi del poco o nulla, in termini di promozione, che ai piani alti si è fatto per chi non fa parte del club, dei vip, dei privilegiati che hanno avuto nelle passerelle all'empireo, vicini alle nuvole,  i loro piccoli momenti di luce... Non così, secondo Valerio, tanti editori - come loro - che han sudato sette camicie per portar carrelli di volumi, speso un perù e venduto poco o forse anche pochissimo. E il prossimo anno non torneranno, o forse sì perché passa un a...

Un Natale in lavanderia

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  Vi lascio qui, nel giorno lucente di Santa Lucia, il link a un pezzo uscito oggi su Stilum Curiae: https://www.marcotosatti.com/2025/12/13/un-natale-in-lavanderia-benedetta-de-vito/

Amami Alfredo

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Pensando già alla primavera! Mi ero proposta di scrivere di altre due case editrici i cui editori ho conosciuto  a  Più libri, più liberi , ma, ripensandoci, per motivi che mi sono ben chiari, non lo farò. Una delle due si è unita alla cagnara contro l'editore "fascista", ma la libertà di parola e di pensiero - pur essendo io ben lontana dalle due sponde - è di tutti, a destra e a sinistra e di scheletri nell'armadio ce ne sono in abbondanza di qua come di là. La seconda, invece, per motivi letterari per avermi "venduto" per stupendo il libro di una scrittrice nobilissima che ho trovato, invece, senza capo né coda e non sono riuscita a proseguire oltre le tre pagine. Sicché, avanti e dimentica della fiera della piccola e media editoria, mi immergo in una nuova scoperta che di nome fa Alfredo e di cognome Panzini... Che strano, quando tra tanti nomi ho cliccato sul suo, facendo scendere dalla rete due epub, mi sono ricordata che piccoli brani suoi erano racco...

TerraRossa di Bari

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Sotto la nuvola invisibile di Fuksas, allo stand D qualcosa, che ora non c'è più (essendo conclusa l'edizione di Più libri più liberi) mi sono imbattuta, per così dire, in un bilocale per case editrici. E di là un editore che non ho conosciuto e di qua Giovanni Turi, editore barese con la sua TerraRossa, giovan, lungo e magro e, si vede, innamorato del suo difficile mestiere. Un titolo dei suoi ha subito acchiappato la mia attenzione ed ecco perché mi sono fermata. Scendo d'un rigo e proseguo. Dunque, tanti anni orsono, l'editore Nutrimenti, mi affidò la traduzione di un libro che romanzava il drammatico naufragio della Medusa e direttore della collana che doveva ospitare il mio lavoro era Filippo Tuena che avevo conosciuto da ragazza in veste di antiquario. Per tagliare corta una storia lunga (e noiosa), ecco che trovo tra le proposte di TerraRossa un libro di Tuena. Oh, dunque mi fermo e parliamo con Giovanni, il quale mi spiega che la sua casa editrice pubblica cinqu...

Otto otto 8edizioni

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  All'appello in classe riuspondevo al numero otto: "de Vito", la professoressa e io: "Presente!", con le "e" strette strette, alla friulana, che facevano ridere a matto tutte le compagne abituate alle loro comode vocali romanesche. Sono nata poi, oggi, l'otto dicembre e l'otto è dunque il mio numero caro e figuratevi un poco con che guizzo di cuore ho letto sul sito di "Più libri più liberi" che allo stand numero tal dei tali, c'era una casa editrice chiamata 8edizioni. Eccomi dunque allo stand D70 , dopo aver preso appuntamento con Alessandra, e trovo invece Marica che, come ho scoperto, è una delle quattro socie della casa editrice e una di loro si chiama Benedetta, proprio come me. Il bello, anzi il bellissimo è che le quattro editrici, tutte milanesi, hanno i gusti simili ai miei, nel senso che amano riscoprire le grandi scrittrici che han raccontato le loro mille storie tra l'Otto e il Novecento.  Parliamo, parliamo, Mar...

Una mattina a più libri più liberi

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Non la nuvola di Fuksas, ma nuvole, tante belle nuvolette, di bambini e ragazzi cinguettanti, allegri, in tinte primavera, condotti dai loro maestri e professori, mi hanno dato il benvenuto, stamane a Più libri più liberi https://www.facebook.com/groups/426373526438466/user/100080591418316/ Li ho visti correre da uno stand all'altro a caccia di segnalibri, addentare la merenda seduti a ginocchia indiane nel gran corridoio d'ingresso, inseguire il filo dei libri e dei volumi in un girotondo infinito di numeri e lettere che sono il nome e il cognome degli stand dove s'accomodano le infinite piccole e medie case editrici convenute qui da tutta Italia. Che delizia passare da un banco all'altro e perdersi nei titoli (ma sono migliaia, centinaia di migliaia...) che possono accontentare ogni palato, dal gusto più raffinato a chi ama le letture leggere, da sdraio e ombrellone! Ci sono editori di fumetti e di letteratura, per grandi e per piccini, per amanti dei gialli, dei s...

Un serpente alla Minerva

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Prima del duemilaeventi, cioè prima che la follia venisse ad abitare anche a casa mia, portavo in giro per Roma, in ampie "visite mistiche" (cattoliche Romane) molti turisti che, con un rapido bocca orecchio e senza social, facevan girare la novella e arrivavano da ogni dove. Ed era bello raccontar loro da vicino la mia Romaamor... Bei tempi, sospiro, ma non troppo perché, seppure in taglia mignon, quei bei tempi sono tornati, a sorpresa, qualche settimana fa con una piccola famiglia ferrarese che con me ha camminato per le strade e per le piazze romane, mettendo a posto, per così dire, tutte le tessere del mosaico... Qui sotto, copio e incollo, un mio scritto di qualche tempo fa quando "Storie tragicomiche della mia infanzia" era quasi appena nato e io portavo a spasso australiani, americani, brasiliani e anche italiani. Riavvolgo il nastro, vado, cambio colore e passo e chiudo. Nella bella chiesa di Santa Maria sopra Minerva vado, a volte, durante le visite mistic...

Una tazzina di caffè

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  Laureata da poco, sapevo già che l’Università, dove con gioia avevo frequentato lezioni belle (ad esempio quelle del professor Giorgio Cardona, dal bel viso, di glottologia o di Luigi De Nardis,   professore di letteratura francese, la cui voce incantava) non faceva al caso mio e così, voltate le spalle all’ateneo, già con un mio piccolo curriculum che, allora, non era pieno di incomprensibili anglismi, ma pane al pane e semplice da capire, cominciai a mandarlo di qua a e di là cercando indirizzi e nomi sulle pagine gialle e nulla. Fu una lontana cugina, oggi manager dell’energia, a presentarmi Franco Scaglia, scrittore, giornalista e tanto altro. E Franco, con le sue mani diafane e lo sguardo cinerino  in tralice, mi volle per tradurre L’enigma delle sabbie e poi per dare una mano, come addetta stampa, a Diego Zandel, che era lui da solo il capo dell’ufficio stampa della casa editrice Bariletti (che non esiste più). Eccomi dunque il primo giorno di lavoro, pronta a...