Un quadretto di Natale


In questa quarta domenica di Avvento, eccomi nella piccola (strapiena) cappella di Santa Caterina in Via Urbana per la Santa Messa vetus ordo (che amo tanto). Ho il mio vecchio Messale Romano, il velo nero di merletto preso da una amica emiliana, il Rosario che ho acquistato nel giorno di Santa Lucia al Monastero suo di Via in Selci. Sono pronta. Oh, quanti bambini, mi dico, dando un giro di sguardo, e tanti giovani e belle ragazze!

Raccolta in orazione, perduta nel silenzio che anima la celebrazione, ascolto l'omelia del Sacerdote, colta, interessante, piena di sale e poi, come un piccolo dono, assisto a un tenerissimo  spettacolino, un quadretto natalizio, che ha imburrato il mio cuore farcendolo poi di dolce miele. E ora un due tre e scendete con me d'un rigo.

Alla Messa, con la sua bella mamma, c'è un bimbino di un anno o poco più, che a tutti i costi desidera raggiungere l'altare, bello, luminoso d'ori e di immagini. E dunque, mollata la mamma che non riesce a trattenerlo, via per l'avventura lungo il corridoio tra le due file di banchi.

E sarebbe riuscito nell'intento se, sul cammino, non avesse incontrato un bambino di circa sei anni, che acchiappandolo ora per la manina, ora per il cappuccio del piumino, ora per una spalla, lo tirava indietro. E quello che non riusciva a fare la mamma era invece facilissimo per il bambino che, ridente, guardava il "fratellino" minore, ammonendolo, con un cruccio sorridente, da dietro le lenti. Il piccolo, non ci crederete, a un tratto ha desistito, si è affiancato all'altro fanciullo e patapunfete, si è messo in ginocchio...

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