Ieri e oggi



Questo era il banner di un mio antico blog...


Assunzione di Maria, 2026

Per tutta quanta la notte,  cominciando dal primo imbrunire, fino all'albeggiare del giorno successivo, i ragazzi della baia, con il consenso dei genitori (anche loro festeggianti, forse altrove) hanno fatto festa - pur non sapendo perché -  per il ferragosto. Le feste moderne sno così, prive di senso e di significato. Lo stesso vale per il Natale che senza la nascita di Gesù diventa soltanto un albero inghirlandato non si sa perché...
Divertirsi, comunque, è un lavoro e u n obbligo.Bisogna fare casino, urlare, ballare, stordirsi con vini, alcolici, birre e forse anche altro chi lo può dire, lì nelle tenebre, che cosa si passano di mano in mano quei giovani che ho visto bambini... Divertendosi si ubbidisce a chi ha imposto, senza dirlo, una vita social per tutti, bimbi, adulti vecchi decrepiti.

Così, dalla riva, giungevano grugniti, urla, risate con un sottofondo ritmato di musica non musica, quella di oggi.  Tutta la notte. Fino a  quando il sole, vivido, d'oro, è salito sulla bianca aldia spazzando via le ombre necessarie allo sballo. Con la luce ecco i nuovi gigli tristi sulla sabbia:  lattine, bicchieri, bottiglie vuote.

Io, che l'Assunta la festeggio alla Santa Messa, ho dormito sana tutta la notte, in santa pace, e i rumori di giù sono stati la noiosa colonna sonora di sempre in questo nuovo mondo a testa in giù dove mi muovo come un cervo nel salotto di Odette.

Il vecchio mondo, quello che ho vissuto io, per privilegio di nascita,  è  tuttavia ancora vivo nella memoria e mi chiama da lontano. Benedetta, ricordi?

Sì, certo, ricordo che per l'Assunta, il quindici d'agosto, s'organizzava sulla spiaggia un falò. Si mangiavano le patate brunite nella cenere e su lunghi stecchini salsicce, wurstel, verdure. Poi si cominciava a cantare, pian pianino. Rosie, miss Pitt, intonava il suo "Two little boys" e noi tutti a cantarle appresso. Jill, miss Brums partitva poi con il suo canto a tre voci "Rose, rose, rose". Cantavamo, cantavano perché noi bambini, già ubriachi ma di sonno, giravamo intorno al falò fingendo di cavalcare un bel pony biondo o forse era solo un sogno...


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