Ieri e oggi
Così, dalla riva, giungevano grugniti, urla, risate con un sottofondo ritmato di musica non musica, quella di oggi. Tutta la notte. Fino a quando il sole, vivido, d'oro, è salito sulla bianca aldia spazzando via le ombre necessarie allo sballo. Con la luce ecco i nuovi gigli tristi sulla sabbia: lattine, bicchieri, bottiglie vuote.
Io, che l'Assunta la festeggio alla Santa Messa, ho dormito sana tutta la notte, in santa pace, e i rumori di giù sono stati la noiosa colonna sonora di sempre in questo nuovo mondo a testa in giù dove mi muovo come un cervo nel salotto di Odette.
Il vecchio mondo, quello che ho vissuto io, per privilegio di nascita, è tuttavia ancora vivo nella memoria e mi chiama da lontano. Benedetta, ricordi?
Sì, certo, ricordo che per l'Assunta, il quindici d'agosto, s'organizzava sulla spiaggia un falò. Si mangiavano le patate brunite nella cenere e su lunghi stecchini salsicce, wurstel, verdure. Poi si cominciava a cantare, pian pianino. Rosie, miss Pitt, intonava il suo "Two little boys" e noi tutti a cantarle appresso. Jill, miss Brums partitva poi con il suo canto a tre voci "Rose, rose, rose". Cantavamo, cantavano perché noi bambini, già ubriachi ma di sonno, giravamo intorno al falò fingendo di cavalcare un bel pony biondo o forse era solo un sogno...

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