Nella pace del cuore


Io non so dir bene da che cosa originò il mio bisogno di scrivere, difficile capirlo, ma so che in modo misterioso, fu legato e baciato insieme al mio desiderio di trovare la verità, sotto la coltre di menzogne che vivevo come prurito sulla pelle.
Ricordo bene, piccolissima, dir tra me e me e anche ad alta voce una frase che dà il titolo a un mio libro (che ancora attende la pubblicazione, come tanti altri). E la frase suonava semplice: "Non è così". Sì ciò che si vedeva, il fuori, la mostra al mondo nascondeva un segreto, avvolgeva di spire il respiro della verità, celava alla vista l'essenza, uccideva a modo suo la vera vita...

Il mio primo racconto, a sedici, anni s'intitolò "Riti di passaggio" e fu scartato da Marcello Baraghini, di Stampa Alternativa, quando scelse le  storie da pubblicare nel mio "L'ingegnere e altri racconti". Quando, nel suo minuscolo, divenne un Millelire  mi costò l'espulsione dalla famiglia nei festeggiamenti del Santo Natale.

Oh che ricordi! Eccomi rifugiata dalla zia Beatrice a trascorrere il giorno del Bambino con Paolo, cugino amato, e con altri cugini meno amati. Nessuno  dei miei si curò di me, nessuno mi cercò. E in quella solitudine lessi, ancora inconsapevole, la prima parte della verità. Che dovevo capire intera molti anni più tardi. E tuttavia continuare a vivere nella pace del cuore.

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