La Dulcibella secondo Scaglia

I miei magnifici tre (non quelli di Cala Girgolu) e presto, spero arriverà il quarto moschettiere, cioè Luiruà, ma devo trovare ancora un editore!



Ero giovane, sui vent’anni, quando, via una cugina alla lontana molto blasonata, conobbi Franco Scaglia, allora giornalista Rai, scrittore di successo e amico del cardinale Pizzaballa (che allora era solo un francescano in Terrasanta e che un giorno sarà Papa...). Mi commissionò la traduzione della prima spy story mai scritta che si intitola “L’Enigma delle sabbie” e l’autore un irlandese di nome Erskine Childers.
Precisa, alla scadenza gli presentai le pagine tradotte filologiche e fedeli all’originale. Sedemmo uno di fronte all’altro per qualche minuto nella sua bella casa ai Prati di Castello, poi lo vidi (e scolorii) che stracciava il mio dattiloscritto (non c’erano ancor i computer e avevo battuto tutto sulla mia Olympia Olivetti dono di mio padre…).

“Mmmma – balbettai, basita, interdetta, resa muta per la fine ingloriosa del mio lavoro (di cui ero fiera).

“E lui: non devi tradurlo, devi riscriverlo in stile hard boiled”.

Ecco come nacque la mia traduzione, sì, infedele, del libro che fu pubblicato da Bariletti editore e non so come è andato o se ha venduto qualche copia. So soltanto che, molti anni dopo, la mia traduzione è stata ristampata dalla Nuova editrice Berti, senza che io ne sapessi nulla. E ho dovuto mandare la lettera di un avvocato per avere quel che mi spettava in termini economici. Ma via, quante avventure!

La vicenda di Carruthers tra le isole Frisone è niente male e tra un insabbiamento e l’altro naviga la Dulcibella col suo carico di enigmi (delle sabbie appunto), ma anche la sua prima traduzione italiana, cioè la storia che vi ho raccontato, è stata a modo suo un piccolo giallo…

 


Commenti

Post popolari in questo blog

Otto otto 8edizioni

La mia vita in una cassapanca

Strappiamo erbacce