Attaccati allo Strega
Non mi è piaciuto punto quel gesto grossolano, un sorso volgare in fretta e furia, consumato dopo la liturgia ormai quasi centenaria del premio, inventato, con gran stile (anche se pensato come premio "democratico") da Goffredo e Maria Bellonci, con l'industriale e mecenate Guido Alberti.
Oh nessuno ha notato, e io solo adesso, che la premiazione non si è svolta, come è stato sempre, al Ninfeo del Museo di Valle Giulia, con la sua carica simbolica di bellezza, nel fresco dei limpidi zampilli dell'acqua vergine, ma nella pur stupenda cornice della piazza michelangiolesca del Campidoglio. Eppure, mi chiedo, perché cambiare il perfetto matrimonio tra bellezza antica e letteratura?
Io, ai tempi, quando andava ancora di moda Pippi Calzelunghe, ci andai al Premio Strega, ma allora, come ho scritto, si celebrava al Museo etrusco di Valle Giulia, dove tutto spirava poesia e invitava all'eleganza e alla misura.
Ci andai, ricordo vestita da gran sera, e vincitrice, quell'anno, il lontanissimo 1995, fu Maria Teresa di Lascia con il suo "Passaggio in ombra" oramai dimenticato e dimenticata anche lei, che era la moglie di qualcuno importante del partito radicale, lei che quando vinse il premio era già volata in cielo e non le fu possibile brindare...
Il ricordo vola a quella bella serata e ricordo che, d'un tratto, mi comparve davanti uno smagliante Vittorio Sgarbi, mi chiese chi ero e poi mi diede un cartoncino dello Strega con una dedica e la sua firma. Oh quanto diverso dal pallido e esangue Sgarbi di oggi, era quell'antico etrusco! Il cartoncino vecchio stile con su scritto Strega l'ho ancora tra i cimeli del passato e mi ricorda la bellezza di quei tempi dove la forma era ancora sostanza.
i che, quando ebbe il premio, era già volata in cielo.

Commenti
Posta un commento