Tradimento al Mater Dei


Sono cresciuta parlando inglese con la mia dolce Jane ed era, l'inglese, per me, lingua materna...

Non so quale delle mie signorine, mi regalò, ed ero ben piccolina, un pieghevole che raccontava la casa delle bambole della regina Elisabetta e tra le pupe reali sue è fiorita anche la mia passione per le bambole in costume tradizionale che ho collezionato per anni e ancora adesso, a modo mio. Inglese era la mia scuola, l'Istituto Mater Dei, anche se mascherata di verde Irlanda, perché la fondatrice dell'ordine delle Povere ancelle di Maria, sister Margareth Taylor, era inglese purissima. Attorno all'Istituto Mater Dei ho costruito una fantasmagoria e un sogno, durato una vita intera. E  d'un tratto tutta la palazzina è crollata, volata via, fatta vento.

Ho iniziato a veder chiaro sulla finta famiglia reale inglese (che in realtà viene dalla Germania)  stretta a doppio nodo con l'isola di epstein e ho collegato i puntini, uno a uno, guidata dallo Spirito Santo e mentre lo facevo picchiava al mio uscio il ricordo del Sacro Cuore che abitava nel giardino di Trinità dei Monti.

La Francia, Parigi, il suo cuore cattolico, Montmartre (altroché i pittori e la boheme, Montmartre è la collina dei martiri di Gesù! E prima di tutti, San Dionigi patrono di Parigi) mi hanno chiamato da lontano. Così, inseguendo la verità, sono partita per Parigi. Tornata a casa mia, portati dalla Provvidenza, ho trovato i quaderni di Mother Mabel Digby, tra le fondatrici della Società del Sacro Cuore, sorta quando ancora era fresco e purpureo il sangue della rivoluzione.

E so, ora so, quale ruolo ha avuto il Mater Dei nella rovina sua e della chiesa e, gioiosa nella ritrovata autenticità, affido a Lui   il mio ultimo romanzo Luiruà    che mi ha  liberata dalla menzogna e restituita al grande fiume perenne della Verità...

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