Via dei Serpenti

Uno scorcio di Santa Pudenziana, vista da dietro...

Tornata al mattino presto a casa, dopo un'uscita antelucana, infilo la chiave nella toppa del portone e non gira, spingo, sollevo, abbasso, riprovo e niente, zero carbonella. Oh come faccio adesso e penso a quanto bello sarebbe starmene a casa e invece nulla, sono per strada. Così scendo al bar sotto casa a fare colazione in attesa che si faccia un'ora lucente per chiamare un fabbro. Passano i minuti, ho finito cappuccino e cornetto e così, pensa che ti ripensa, decido di sedermi nella macchina che ho parcheggiato lì vicino. Dall'abitacolo osservo, non osservata, l'andirivieni del mattino presto. Ecco i bambini con gli zainetti, accompagnati dalle mamme e dai papà (e mi sovvengono i miei giorni, tanto tempo fa...). Arrivano gli impiegati di Bankitalia che hanno scritto in fronte e nei panni il loro ufficio. Gli operai, con tute sbrise e alcuni, i giovani, con strane pettinature rasta che sembrano coroncine di mele cotte, entrano nei tanti bar per cominciare la giornata. Presto i turisti occuperanno lo spazio tutto intero... sospiro

Io lì, sola soletta, e mentre attendo che i minuti passino e presto sarà ora di andare all'indirizzo che conosco da tanti anni, esco dalla macchina e mi trovo viso a viso con una signora dal bel volto che, nonostante gli anni, è sempre tale e quale a come era. Ci salutiamo appena pur avendo, per anni, fatto i medesimi andirivieni e per mano i figli e la guardo mentre procede lungo la via e mi par di vedere via dei Serpenti come era, tanto tempo fa, un paesino allegro, dove ci si conosceva tutti, in caldo buongiorno, mentre oggi è un rione per turisti che dormono nei tanti bed and breakfast (due nel mio palazzo), mangiano e sciamano verso il Colosseo, comprando gli orridi souvenir nei buchetti dei bangladini...

Aggiungo qui, in coda una recensione bella e profonda sul mio Romaamor, grazie Giulia!

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