La piccola principessa


Due anni orsono, mi pare, così per gioco, ho partecipato al torneo IoScrittore. Non so se sapete come funziona e non vorrei spendere troppe righe per spiegarlo, visto che ho inserito il link qui, casomai foste giustamente dei curiosoni. E passo alla mia esperienza. Mi arrivarono da valutare non ricordo bene, ma mi pare dodici incipit e tutti erano in stile hard boiled, violenti, con immagini raccapriccianti o similia. Ricevetti anche i commenti all'incipit del mio Dormi Cecilia (che uscirà in giugno) e tutti, a parte uno (lungo, lungo che pareva il fiume Po...), erano di applausi. Non passai la selezione, ma mi invitarono a scrivere quel che pensavo dei romanzi in semifinale (credo dodici). Rifiutai la proposta, l'idea di leggere altre pagini triste e truci mi dava il mal di mare. Così addio.

Ma non è questo il punto: il mio punto, colorato di rosa, è un altro e abbraccia l'intero mondo dell'attuale editoria che sembra una rincorsa all'orrore e al peggio, come se la sordidezza fosse l'essenza stessa dello scrivere. Ma non è così!
Quindi, conclusi i miei commenti agli incipit ricevuti, ricordo che per disintossicarmi rilessi un piccolo, tenerissimo classico per l'infanzia dal titolo che è già tutto quanto un programma "La piccola Principessa". L'autrice, inglese, si chiama Frances Hodgson Burnett, e ha scritto, tra le molte cose, anche "Il giardino segreto" che in molti avrete letto o forse amato il film che ne fu tratto.
Torniamo alla nostra principessa. Dunque la protagonista di questo classico per l'infanzia si chiama Sara Crewe, dove Crewe sta per true, ossia una persona vera, buona, amabile, un cuore d'oro. E Sara, vissuta in India e portata da suo padre a Londra per frequentare un educandato per signorine, dolce e buona lo è davvero. Anche se all'inizio non lo sa. Giungere nella fumosa Londra, dopo una vita passata sotto il cielo azzurro indiano è già un punto e a capo. Ma ben altri sono i cambiamenti che attendono la nostra protagonista. Peripezie che di certo non vi svelerò. Il lieto fine è comunque assicurato e meno male! Ci vuole in questo tempo amaro di libri tutti violenti, gialli, horror, una caramella alla fragola...
Una curiosità; da questo libro è stato tratto uno dei film di maggior successo di Shirley Temple, bimba prodigio americana (per me inquietante figuretta) amata più dei presidenti Usa. Ai suoi tempi. Peccato che la storia non è niente affatto fedele al romanzo e regala uno stucchevole, secondo me, finale.

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