Non è solo un raffreddore


Un mattino di tanti anni fa, sul ponte che attraversa il biondo Tevere, ricordo che c'ero io, con mia sorella, e che tutt'e due eravamo dirette a Porta Portese e parlavamo, come parlano due sorelle che pur sorelle sono estrane e che non si vedono che di rado, solo per firmare carte, da notai e avvocati. Non so perché eravamo insieme quel giorno, forse dovevamo incontrare un altro fratello che non vive in Italia e che è gran collezionista, non so, non ricordo.

Ma ricordo bene che cosa mi disse lei quel mattino: "Oh fin da piccola hai avuto sempre il raffreddore e tutta chiusa e infreddolita". Lo disse così, tanto per dire qualcosa e rompere il silenzio tra noi, senza un motivo profondo né un perché ma io che ho sempre il taccuino rosa aperto dentro di me, ho vergato ben bene le sue parole e le ho fatte ondeggiare nella mia anima e fissare nella mente.

Ed ecco che ora, dopo tanti anni, le nubi del mistero si sono diradate, ho capito il perché delle mie infreddature e se un pezzo di verità l'ho scritta in Romaamor, ne mancano altre due, che col piccone della verità scavano nelle caverne del dolore e aprono, oh gioia, il canale del respiro. Sì, ora ho capito. E ringrazio il Signore!

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