Il principino della letteratura
Di certo, voi pure, da bambini, avete letto e amato "Il piccolo principe" di Saint Exupéry che - e sono certa che non lo sapevate (come non lo sapevo io) - ha un "lato brasiliano". Scendete di qualche rigo e andiamo a cominciare: rullo di tamburi, trombette e tamburelli...
Il nostro "pilota di guerra" e scrittore francese giunse in Brasile nel 1928, lavorando nelle terre del Corcovado, come aviatore postale.
Il Brasile è grande, grandissimo e gli scali postali erano ben 11. Voli di giorno, voli di notte. Uno scalo era a Florianopolis, capitale dello Stato di Santa Caterina, dove lo scrittore del principino (della letteratura) fece amicizia con un gruppo di pescatori. Oh com'era difficile pronunciar quel nome francese, così elegante, per i poveri pescatori brasiliani! Così lo chiamarono modo loro "Zé Perry" e viva la semplicità.
Con loro Saint'Exupery andava ad accendere, all'imbrunire, le lampade per l'arrivo degli aerei notturni. Ed ecco, voilà, l'uomo che accendeva il lampione che già conoscete, nel suo libro-capolavoro!
Ancora un incontro briasiliano per lo scrittore: un grande Baobab, un gigante di 19 metri! Vi dice qualcosa?
La storia è finita, "Il Piccolo principe è tradotto anche in inuit (per dire) e a Florianopolis resta il ricordo: potete percorrere, ad esempio, in macchina la Via Piccolo Principe oppure farvi un bel sonno nella pousada "Zé Perry", dedicata a lui, al papà del principino...
Ho finito, passo e chiudo e una buona Epifania a tutti!

Commenti
Posta un commento