Una parentesi al Gesù


Non ci ho mai pensato prima di oggi che la giornata grigia, con gli aghetti della pioggia a mulinare nell'umidor dell'aria, invita al pensiero. Dicevo non ci ho mai pensato fino al presente, ma, rimboccando le coperte al meditare e riavvolgendo il nastro d'argento dei ricordi,  mi pare ora chiaro che l'Istituto Mater Dei, sentinella su piazza di Spagna, gloria d'Irlanda (anche se la fondatrice dell'Ordine delle povere ancelle di Maria era inglese), doveva certo le sue radici allo spirito dei Gesuiti. E proprio ora che i figli di Ignazio mi sono lontani come l'America al mio cuore, prendo la mia intuizione e la sgomitolo qui sotto in nomi e cognomi e sintomi che fan pensare al laccio indissolubile tra i soldati del Papa  (oggi irriconoscibili) e le sister...

La memoria corre dietro a Sister Frances, la quale, in bandiera sciolta di nome religioso, doveva il suo non a San Francesco, ma a San Francesco Borgia, uno dei santi più importanti della famiglia del Papa nero e che, secondo me, ha prestato il suo nome anche al gesuita che per tredici anni si è seduto sul soglio petrino e che non nominerò.

Eccomi, sono alla Gregoriana, l'università gesuita, dove lavora una ex compagna di classe. Proprio all'ingresso, proprio come una strenna di benvenuto, due nomi: Sant'Ignazio e San Francesco Borgia. A capo.

Ogni anno, al Mater Dei, qualche giorno era dedicato agli esercizi spirituali che sono, loro pure, tradizione ignaziana. E per noi, piccole e grandi in divisa bianca e blu, venivano nientemeno che i padri del Gesù.

Molti anni dopo, precipitata in un vortice d'amore malato, mi recai al Gesù per parlare con padre Adolfo Bachelet, fratello del giurista ucciso dalle Br. Era un sacerdote magro, pallido, altero eppure dolcissimo. Parlammo a lungo, senza grata tra noi, mi suggerì di cambiar strada. Lui sapeva. E aveva ragione. Ancora adesso lo ringrazio e conservo una cartolina postale che Padre Adolfo mi mandò, chissà perché, con tanti cari saluti...

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