Storie romane, storie italiane
Tra i tanti cappotti che han foderato i miei inverni di giovanissima e ragazza, ne avevo uno, bello bello, di lana, nero, colletto e bottoni in velluto in tinta e di firma anche (cosa che accade di rado nel mio armadio). Si stringeva in vita con una fascia, lei pure, di velluto e su entrambi i lati pareva accarezzare le gambe come un mezzo petalo di fiore. Ma un anno via l'altro e scopro che non ci sto più dentro bene come usavo e decido di venderlo su Vinted e così è stato presto prenotato, pagato e via col vento.
Sì, una parola. Perché il tramite della spedizione è Poste italiane che ha in giro per lo Stivale i suoi punti di partenza ed ecco che comincia l'avventura. Entro nel sito e trovo l'elenco, secondo loro, dei punti più vicini a dove abito io. Partono le mie chiamate ai presunti magazzinieri e, cominciamo bene, due buche con acqua. Quindi dai decido di affidarmi al numero di telefono che offre assistenza ai naviganti.
Chiamo e mi risponde un ragazzo ben educato ma che, come me, pesticchia sul sito di Posteitaliane. Dopo i soliti ehm, sì, aspetti un attimo, ecco ci sono, mi fornisce due indirizzi. Uno si troverebbe in via tal dei tali al numero 5. Segno tutto e parto con le scarpe comode per il mio breve viaggio. Raggiunta la meta, che delusione, mi trovo davanti a un bucigattolo, dove si vende cibo orientale...
Dimitto auricolas e chiedo lumi a un amico che di internet sa vita, morte e miracoli. Pochi secondi e via. Oh, finalmente ho l'indirizzo di una tabaccheria dalle parti di Piazza Vittorio e mi ci reco a passi distesi, sapendo che presto il pacchetto partirà...
Sì, una parola. M'accolgono all'ingresso due proprietari, il precedente e il subentrante e, con aria afflitta, mi dicono che finché la staffetta non è compiuta, il pacco non lo prendono epperò c'è una tabaccheria vicino al teatro Brancaccio e... non finiscono neppure la frase che io, grazie e arrivederci e sono già lì e quando il tabacchiere, sorridente, mi dice, perfetto signora, tutto a posto, mi pare di avere vinto un terno al lotto, che ne so, di aver vinto alla lotteria di Natale e mi sento anche di cinque centimetri più alta... sì sì, storie romane, storie italiane.

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