Una passeggiata romana

Stamane con un bel paolo d'oro in cielo e il cuore in alto me ne andavo verso il centro centro di Roma per dare un'occhiata a un mercatino e così, per scendere dai Monti al piano, prendo la viottola segreta che costeggia il muraglione del palazzo del Quirinale e dove conto i sampietrini incorniciati dalle erbette e non un'anima viva.




S'arriva tra la folla al Tritone (che un tempo si chiamava via dell'Angelo custode e che bellezza di nome alato!). Percorro, la piazza di Spagna dove un allestimento di specchi mi lascia perplessa e un poco disgustata mentre poco più avanti, la splendida scalinata settecentesca celebre in tutto il mondo fa da preludio alla magnificenza della Trinità dei Monti. Avanti proseguo fino al mercatino allestito nella chiesa anglicana al Babbuino.


Ma resisto il tempo di un respiro perché il Signore vieta di far della Sua Casa un mercato e qui oltre al mercato c'è anche un bar allestito spalle al Tabernacolo. Corro via e penso tra me e me, da Cattolica Romana, alcune cose che non scriverò.

E così eccomi, con il tempo in tasca, a percorrere le mie strade romane di quando, bambina e ragazzetta, frequentavo l'Istituto Mater Dei, guardiano su Via di San Sebastianello. Noi tutte, del Mater Dei, dopo un cornetto alla crema da D'Angelo, via da Vertecchi. A comperare penne, matite, gomme profumate (di gran moda allora e ora non più). Così, col cuore nella strozza, sono entrata e ho trovato il Natale nell'allestimento all'entrata con giostre e festoni e danze e persino una seggiovia...



Saltando a piedi pari la prima stanza dedicata a un marchio credo milanese i cui negozi sono spuntati come funghi anche a Roma, mi perdo nel magico mondo di Vertecchi, paradiso degli artisti che qui comperano pennelli, cavalletti, carboncini, pennini, china. Ma anche per le signore romane che trovano carte e cartoncini per fare i pacchetti di Natale. Di pennarelli c'è una stanza piena e i colori tutti quanti. E novità sono i bicchieri di Murano e uno addirittura ha dentro il Sacro Cuore ardente di fuoco. Sì, il mio Vertecchi di tanto tempo fa è rimasto tale e quale a quando qui venivo stirata nella divisa bianca e blu del Mater Dei, con la coda di cavallo a spazzolar le spalle.



Compero una confezione di Das e un pennarello per stoffe e torno a cuore leggerissimo sui miei passi. E saluto la candida lanterna del Borromini che splende nel blu nel bel contorno della Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte dei frati minimi... ma questa è un'altra storia, bellissima, e magari un giorno ve la racconterò.

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