Estate di San Martino
Scendere dal Rione Monti fino al biondo fiume è bello soprattutto se si passeggia nel giorno - oggi - in cui splende fiorita l'estate di San Martino: tenera è l'aria, gioioso il sole e leggeri i passi che conducono per il rettifilo savoiardo che parte dalla via Nazionale e arriva fino al Ponte degli Angeli. Sono diretta al Bibliobar ricamato sul lungofiume. Prima di raggiungere il Ponte degli angeli che recano in mano i segni della Passione di Gesù, mi fermo in piazza di Santo Spirito, dove, sono anni, si ergeva il palazzo della Banca omonima che era anche la mia... Intorno tanti brutti buchetti pieni di brutta mercanzia che fan somigliare Roma a Dacca. Triste Roma tradita...
Sospiro, proseguo. Mi fermo davanti a un negozio d'antiquario e un bigliettino mi dice "Torno subito", sicché raggiungo la mia meta, il Bibliobar, scambio qualche vecchio libro per mio marito, prendo un mediocre cappuccino, mi fermo a salutare i tanti passeretti in cerca di miche, critico il liquido verde che chiamano amaro (ma è dolce) per il quale han scelto come testimonial un topo di fiume... e torno sui miei passi. Ora il negozio è aperto, ma prima di entrare, ammiro in vetrina la "mia" Piazza di Santa Maria Maggiore in una vecchia stampa. Ampia, luminosa, senza traffico, con la Madonnina in podio lassù.... Oh che bello! C'è anche una bella stampa (mi pare) che racconta la danza tutta romana del Saltarello e mi ricorda i quadri che ho veduto tempo fa (ma poco) a Palazzo Braschi.
Ma io sono entrata per comperare una delizia in miniatura che ha catturato il mio sguardo. Raffigura in un cerchio una bambola bionda e ridente e un pupazzino in forma di buffa marionetta. "E' degli Anni Trenta - mi spiega gentilissimo l'antiquario, dalle sue altezze - è carina anche la cornice dorata...". Mi fa uno sconticino, bontà sua, e io me ne torno felice ai miei Monti dove cercherò di scoprire chi era questo illustratore che si faceva chiamare Felix, come il gatto nero precursore dei fumetti Disney...




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