Con buonapace delle signorine irlandesi


Quando, ad agosto inoltrato, Rosalie e Ann,  irlandesi tutte e due, venivano a stare in Sardegna a far compagnia a mia madre, si portavano in valigie piccole così (dalle quali uscivano abiti per tutte le occasioni  di una settimana sana e come facessero non me lo spiegavo se non con una bacchetta magica),  si portavano, dicevo,  anche molti libri che chiamavano paperbacks perché avevano la copertina morbida ed erano, per dirlo con loro, beach books. E li leggevano quasi con furia uno via l'altro, senza quelle pause di meditazioni che ero solita vivere io tra le pagine dei miei libri. Le guardavo sorpresa, anzi le osservavo con sgomento, mentre si mangiavano la carta scritta fitta fitta e poi si scambiavano i volumi, senza una parola. Alla partenza, i libri li lasciavano a sonnecchiare nella piccola biblioteca di mio padre dove riposavano tutti i libri da lui letti durante le vacanze e ognuno con il suo bel commento vivo in biro blu.  Quelli inglesi, invece, negletti, abbandonati, usa e getta.

Già quasi donna, incuriosita da quel modo di leggere così diverso dal mio (allora io leggevo Elsa Morante, tutta Elsa Morante, il mio primo amore...), cominciai ad assaggiar quei libri in catena di montaggio e mi parvero tutti uguali e messi in candeggina. Puah. Per me tempo perduto. Ne feci poi un bel pacco e li regalai a un'amica inglese che passava per di là. E mentre mi sovvengono gli occhi lucenti di chi ricevette l'involto, penso che in Italia, finché io ero ragazza, si leggevano libri di scrittori - magari non tutti di serie A e classici e tuttavia sapevano armeggiare grammatica e sintassi e tutto sommato riuscivano anche ad avere un loro stile - e non fascicoli di carte elaborati da gente che s'inventa una professione che neppure conosce e che, a tavolino, inventa trame che siano possibilmente violente, piene di sesso e vuoti di contenuto...

Sì, l'invasione dei libri barbari, delle scuolette di scrittura,  di tutti gli "influencer" (ma scherziamo? Rivoglio indietro la Terza Pagina, basta prendere in giro!) ha reso velenoso, assurdo, insensato e balordo il mondo della cultura italiana. Non c'è nessuno più che abbia autorevolezza. E non ditemi che gli ingluencer ne hanno... e credo che bisogna ritrovare l'antico nostro orgoglio italiano per dire no a ciò che non ci appartiene e per rispedire al mittente i barbari dei libri usa e getta. Con buonapace delle signorine irlandesi...

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